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da Merano a Bolzano         HOME_page
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   L'acqua è la forza che ti tempra, nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi....... Eugenio Montale
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La valle:

A Merano l’altezza del fiume è di 294 m dal livello del mare . A Bolzano l’ altezza del fiume invece è di 236 m dal livello del mare .

Nel tratto che parte da Merano e procede verso Bolzano , la sezione varia da un minimo di 30 a un massimo di 50 m circa.

Il rio Adige è un fiume ad ampio bacino il cui deflusso è più sensibile al variare delle precipitazioni meteorologiche . Il servizio idrografico acque riporta alcuni dati dell’ Adige, e più precisamente a Ponte Adige, presso Bolzano :

Coefficiente di permeabilità : 21,8% .

Aree glaciali : 4,1% .

Altezza idrometrica massima : 5,28 m .

ECONOMIA

Nella sezione del bacino dell’Adige il paesaggio agrario assume aspetti di suggestiva bellezza . La civiltà agricola locale , che è il risultato della sapienza secolare nella coltivazione della vite e degli alberi da frutto , la si può notare in particolar modo rispetto al resto del territorio nella zona del lago di Caldaro. L’area industriale di Bolzano in riva all’Adige è una delle maggiori concentrazioni di industrie . Essa comprende attività di trasformazione metallurgiche ed altre diverse attività manifatturiere . All'economia della valle  contribuisce anche in misura consistente il turismo .

VEGETAZIONE E CLIMA

Tra Merano e Bolzano , dopo un breve tratto a rive degranti , il fiume è fiancheggiato da una folta fascia di salici e pioppi talora anche con ontani.

Inoltre vi è un paesaggio dominato dai frutteti. Sono presenti biotopi di particolare rilievo , come il bel lago di Caldaro , la cui riva meridionale ospita un ampia zona umida a canneto , cariceto e con alberature idrofile.carta_agricola.JPG (22778 byte)

Le condizioni climatiche e i tipi di vegetazione sono ovviamente differenziati secondo le zone altitudinali del territorio . Il fondovalle della Val d’Adige , largo circa 2,5 km, e i conoidi torrentizi che in esso si espandono hanno il clima temperato caldo, con precipitazioni scarse , tipico di tutto il fondovalle altoatesino tra Merano e la Chiusa di Salorno, e sono coperti a tappeto dalle monocolture fruttiviticole intensive.

Il versante sinistro della valle , porfirico e scosceso, concede all’insediamento umano ed alla agricoltura solo pochi e ristretti terrazzi , mentre tutto il resto è coperto dal bosco ceduo tipico degli ambienti asciutti del piano basale (roverella, carpino nero, orniello, castagno, robinia , ecc. ).

Il versante destro presenta caratteri analoghi solo nella sua parte inferiore (basamento porfirico scosceso ) , mentre i terrazzi di quella mediana sono coltivati a frutteto o a prato , e le erte pendici di quella superiore hanno folti boschi di conifere, specialmente di abete rosso, frammiste in parte a latifoglie . Le zone di altopiano e quelle dei comuni anauni hanno un clima temperato fresco , con bosco più o meno fitto di conifere (abete rosso, pino silvestre , larice ) e con ampie aree agricole (colture foraggiere e campestri ). Notevole estensione hanno le aree a bosco rado con tappeto erboso da sfalcio o da pascolo.

Il piano culminale (sopra i 2000-2100 m ) è rappresentato quasi esclusivamente nei comuni anauni, che offrono vasti pascoli d’alpeggio.

Castel Firmiano:

 

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Sono numerose le rovine di castelli in tutta la provincia . Di frequente , dai resti di qualche parete abbattuta si può ancora intravedere l’affresco sottostante che le vicende del tempo non hanno del tutto cancellato.

Gli insediamenti preistorici finora venuti alla luce sono situati in alto, su colline o speroni rocciosi lontani dal fondovalle che anticamente era paludoso per i mutamenti di corso e le alluvioni . Risalendo dalla Bassa Atesina lungo il lato occidentale dell’Adige , prima di Bolzano, si arriva alle pendici di un lungo sperone roccioso , su cui sorgono le rovine di castel Firmiano. Il luogo, che digrada in terrazzamenti naturali a picco sul fiume  era già stato scelto dagli uomini del Neolitico come sito in cui vivere , e i frammenti di ceramica e selci lavorate di quest’epoca, testimoniano la loro presenza.

In età romana si sviluppano anche in fondovalle degli insediamenti abitati perchè la conca di Bolzano diventa un centro di traffico molto importante .

Caduto l’impero romano nel 476 d.C., la piana viene abbandonata perché era facilmente soggetta alle scorrerie dei barbari  e la popolazione cerca riparo nei castelli- rifugio.

Baluardo avanzato del ducato longobardo di Trento al confine con la contea baiuvara di Bolzano, intorno all’anno mille, il castello diviene proprietà  dei vescovi di Trento che qui organizzavano diete alle quali partecipavano i maggiori esponenti della nobiltà legata al principato vescovile di Trento e di quella altoatesina come i conti di Tirolo, i Greifenstein , i D’Appiano , i Flavon ed altri . I vescovi di Trento però vi abitarono solo saltuariamente,  vi tenevano un gastaldo che proveniva generalmente da una ricca famiglia di ministeriali.
Il castello fu acquistato e ampliato dal principe Sigismondo il Ricco nel 1473 che gli impose il proprio nome Sigmundskron.

L’esistenza del castello era però già a quei tempi documentata da 500 anni come Formicaria -Formigar -Firmian. Mezzo millennio più tardi, nel XX secolo,  i nuovi detentori del potere modificarono di nuovo il nome in Castel Firmiano, ridando così vita al nome originale del castello.

 

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                                                                               ultima modifica: 09/11/1999  
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