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Geologia della valle           HOME_page
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L'acqua è la forza che ti tempra, nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi....... Eugenio Montale
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La valle dell'Adige è caratterizzata da una grande complessità geologico-strutturale e morfostrutturale.

L'evoluzione di un sistema idrografico dipende:
- dalla storia geologica, ed è l'evoluzione tettonica che incide particolarmente sul sistema delle valli alpine,
- dalla storia climatica e geomorfologica e in particolare dal modellamento da parte dei ghiacciai per quanto riguarda il tratto di fiume da noi osservato.

Il fiume Adige è un sistema complesso perchè esistono due tipi sovrapposti del ciclo erosivo:
- una forma a V stretta e irregolare significa che la valle è geomorfologicamente giovane,
- una forma regolare significa che la valle è matura o senile.

Poichè la tettonica è ancora attiva accade che l'erosione intervenga su valli definite geomorfologicamente mature in modo da rimodellarle e ringiovanirle.

Il fiume Adige è suddiviso in tre sistemi:conoide1.JPG (27112 byte)

- sistema delle valli alpine dell'Adige (complesso sistema di valli creato dalla alternanza di torrenti, fiumi e ghiacciai),

- alta pianura (grande accumulo di materiali da parte dei fiumi e di lingue glaciali),

- bassa pianura (molto vicina al livello del mare, corrisponde al luogo dove scorre il fiume a bassa pendenza e trasporta solo materiali fini).

 

TETTONICA

I lineamenti tettonici corrispondono generalmente a lineamenti morfologici (Val Pusteria).

Secondo la teoria della tettonica delle zolle, la catena alpina è il risultato della collisione tra due continenti (africano--->europeo).

L'orogenesi alpina è iniziata circa 100 milioni di anni fa con una attività massima a 40 milioni di anni fa. La linea di sutura tra i due continenti (subduzione) corrisponde quindi ad alcune valli lungo le quali si è strutturata la rete idrografica dell'Adige.

Dal punto di vista morfostrutturale, si possono attualmente distinguere i seguenti tipi di rilievi: di piattaforma, tabulare, anticlinale, sinclinale, monoclinale.

 GEOLOGIA

La zona tra Brennero e Pianura Padana è suddivisa in 5 unità geotettoniche:

- Alpi meridionali (Sudalpino),

- Austridi (Estalpino),

- Pennidi,

- Elvetidi,

- Plutoni Terziari.

Sulla carta geologica è possibile vedere come sono distribuite le principali unità geologiche e geotettoniche anche in funzione della loro petrografia.

Durante il PALEOZOICO (dai 570 ai 230 milioni di anni fa) si sono formati i conglomerati di Ponte Gardena, il complesso effusivo atesino (porfidi), le arenarie di Val Gardena ed il permiano superiore.

Durante il MESOZOICO(dai 230 ai 65 milioni di anni fa) invece, si possono distinguere 3 cicli sedimentari con formazione prevalente di rocce dolomitiche e calcaree.

Durante il CENOZOICO (da 65 milioni di anni fa a 1,8 milioni di anni fa) avviene la chiusura della Tetide.

Predominano le fasi erosive (emersione dell’area alpina) alternate con fasi evaporitiche (Messiniano).

GEOMORFOLOGIA E STORIA DELL’EVOLUZIONE QUATERNARIA DELLA VALLE DELL’ADIGE

GEOMORFOLOGIA

Parte della geografia e della geologia che ha per oggetto lo studio del rilievo terrestre, delle sue forme e modificazioni, della sua evoluzione e delle cause che le determinano.

La geomorfologia dipende da:

- orogenesi,

- facies petrografiche e sedimentarie,

- clima e livelli marini,

- rapporto sedimentazione-erosione,

- tempo,

- uomo.

LO SMANTELLAMENTO EROSIVO

L’agente erosivo principale è l’acqua il cui deflusso definisce la rete idrografica.

Rete idrografica e tettonica

La rete idrografica dell’Adige corrisponde principalmente alle depressioni tettoniche che si sono create in seguito alle successive fasi del sollevamento alpino. La catena alpina è ancora in fase di sollevamento, di circa 1mm/anno.

Rete idrografica e glaciazioni

In seguito al lungo periodo di glaciazioni e deglaciazioni che si sono succedute nel corso del quaternario la rete idrografica dell’Adige è stata nettamente modificata in alcuni tratti (Appiano-Caldaro corrisponde al percorso dell’Adige prima dell’ultima glaciazione).

L'erosione glaciale ha portato alla formazione delle valli a U e al deposito di detriti morenici.

La morfologia attuale deriva principalmente dalla successione di 3 cicli:
- Sollevamento tettonico+erosione fluviale,
- Sollevamento tettonico+erosione fluvio-glaciale,
- Sollevamento tettonico+erosione glaciale.

Carsismo

Le forme di carsismo sono osservabili sulle rocce carbonatiche e consistono principalmente in cavità sotterranee, e forme di dissoluzione superficiale.

 LE FORME DI ACCUMULO-DEGLACIAZIONE

Le forme della deglaciazione sono :

- le forme cataglaciali (con il deposito delle acque di fusione o scaricamento dei ghiacciai): Terrazzi di Kame in Val d’Adige Meridionale, sono simili ai terrazzi fluviali,

- i laghi temporanei (zona di Caldaro-Appiano): sedimenti glacio-lacustri,

- forme postglaciali (con il ritiro definitivo dei ghiacciai): depositi di loess, conoidi, frane.

Successivamente, con la crescita di vegetazione sui versanti, si è assistito ad un rallentamento dell’erosione e sviluppo di acquitrini sul fondovalle per sovralluvionamento.

IMPATTO ANTROPICO SULLA MORFOGENESI

I primi insediamenti sulle conoidi più stabili e sulle fasce inferiori dei versanti risalgono alla preistoria. Con l’aumento progressivo di popolazione il disboscamento ha provocato una ulteriore instabilità dei versanti ed erosione selettiva in particolare sui terreni morenici visibile ancora sotto la forma di "piramidi di terra" (badlands).

Gli interventi sul fondovalle con inizio di bonifica dei terreni risalgono alla metà del 1800. I primi lavori di canalizzazione iniziarono nel 1774 (Ing. Zallinger) in seguito all’idea dell’Imperatrice Maria Teresa (1747).

Successivamente, il primo vero piano di regolarizzazione fu lanciato da Duile (1801) e soprattutto Novak (1805).

Nel 1859 fu costruita la ferrovia e le opere di regolarizzazione del corso dell’Adige continuarono con conseguenze spesso disastrose (innondazione di Verona del 1880) dovute all’improvviso aumento della velocità di deflusso.

Attualmente questa situazione viene tenuta sotto controllo grazie al Consorzio di Bonifica.

Oggigiorno invece l’urbanizzazione della Val d’Adige è eccessiva, con le numerose industrie che ovviamente portano a maggiore inquinamento. Inoltre la costruzione delle dighe impedisce il trasporto dei sedimenti con conseguente dissesto sedimentologico nelle aree di pianura e progressivo arretramento delle linee di costa. Infine le attività estrattive hanno modificato la stabilità dei versanti e la circolazione delle acque sottostanti.

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                                                                               ultima modifica: 10/11/1999  
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