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Ecosistema fluviale           HOME_page
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L'acqua è la forza che ti tempra, nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi....... Eugenio Montale
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I corsi d'acqua possono essere molto diversi l'uno dall'altro: possono variare la lunghezza, l'ampiezza dell'alveo e la portata, l'altitudine della sorgente, la pendenza e le caratteristiche dei suoli e delle rocce del bacino idrografico.
Tutte queste caratteristiche influenzano le proprietà dell'ecosistema fluviale.

Le prfarfalla.gif (16154 byte)oprietà abiotiche dell'Adige sono:

                        LUNGHEZZA:   409 km
          AMPIEZZA DELL'ALVEO:    può variare da un minimo di 40 m (Merano - Bolzano) a                                               un massimo di 269 m
                  PORTATA MEDIA:   33 mcubici al sec a Tell
                                              54 mcubici al sec a Ponte Adige
                                              150 mcubici al sec a Bronzolo
ALTITUDINE DELLA SORGENTE: 1586 m al Lago di Resia
                         PENDENZA :   profilo longitudinale
CARATTERISTICHE DEI SUOLI DEL BACINO IDROGRAFICO: in prevalenza impermeabili.

Dalla sorgente alla foce, il fiume rallenta la sua corsa, le acque diventano mano a mano più torbide, più calde, il fondale, da roccioso/ghiaioso, diventa sabbioso/limoso perché il materiale in sospensione comincia a sedimentare; cambiano anche le caratteristiche chimiche dell'acqua, aumenta progressivamente la concentrazione dei nutrienti (fosfati e nitrati) e diminuisce quella dell'ossigeno.

Da un punto di vista biotico, ogni zona del fiume si riconosce per la presenza di "specie guida"

Di pesci che danno il nome alla zona e presenta caratteristiche particolari, come la copertura dei fondali e la presenza di determinate specie di piante e di invertebrati che la distinguono da tutte le altre zone.

LA VITA NEL FIUME    

In un corso d'acqua la comunità biotica è rappresentata da un insieme di organismi le cui condizioni variano da pochi micron - è il caso dei batteri - a parecchi decimetri, come i pesci e alcune piante acquatiche. Fra gli organismi visibili ad occhio nudo, i macroinvertebrati e i pesci costituiscono due categorie particolarmente studiate e importanti anche per i risvolti applicativi a loro connessi, quali la valutazione dello stato di qualità biologica dell'acqua e la pesca.

Gli interventi umani sul fiume pesano sul popolamento ittico poiché anche la fauna tipica di un corso d'acqua è il frutto di un adattamento alle caratteristiche ambientali del corso stesso.

La pendenza, la velocità di corrente, la temperatura dell'acqua, la quantità di ossigeno disciolto, il tipo di fondo, la presenza di lanche (bracci morti), di isole fluviali, di vegetazione acquatica, l'assenza di sbarramenti lungo il fiume sono i fattori che condizionano le singole specie.

Nei tratti superiori, dove le acque scorrono fra grandi massi, fredde ed ossigenate, con scarsa vegetazione algale, e dove le disponibilità alimentari sono piuttosto modeste, vive la trota a cui si accompagnano scazzoni, cobiti e sanguinerole.

Un po' più a valle tra i fondali sassosi, tra le ghiaie e sabbie grossolane, dove il corso è ancora rapido con buche, curve, pozze in cui si sviluppa anche la vegetazione, compare il tremolo, a cui si unisce il cavedano e il gobione.

Nel fondovalle, ancora ghiaioso e sabbioso, ma ricco di vegetazione, con acque meno fredde, si creano le condizioni per la vita del barbo e del luccio.

Negli ampi tratti di pianura con elevata portata a corrente laminare, acqua poco trasparente, fondali sabbiosi e fangosi, ricchi sulle rive di lanche con cannucce palustri e salici, vivono le tinche, le carpe, le anguille e compaiono, soprattutto nel tratto terminale del corso d'acqua, specie salmastre e marine come la passera, il cefalo, che risalgono dalla vicina foce.

La trota fario, piuttosto sedentaria, che si nutre prevalentemente di macroinvertebrati ed insetti, è ora tra i salmonidi, la specie più ampiamente distribuita lungo tutta l'asta del fiume Adige fino ad Albaredo.

Il carassio e il siluro hanno contribuito anch'essi ad alterare profondamente i popolamenti ittici.

La vita sulle rive:

La vegetazione.

I due laghi alla sorgente dell'Adige presentano una vegetazione rivierasca molto diversa.

Il Lago di Resia (Reschensee) ha rive del tutto artificiali, ripide, senza vera flora riparia; quello inferiore della Muta (Heidersee), viceversa, è circondato da prati umidi dolcemente digradanti verso l'acqua; sulle sue rive sono presenti fasce di canneti a cannuccia di palude ed equiseti.

Nel punto in cui nasce l'Adige il canneto è ampio e si alterna con salici cespugliosi e betulle.

Nel tratto d'Adige tra la sorgente e la confluenza con i torrenti Ram e Saldura , la vegetazione è mista, con specie igrofile (salici di varie specie, ontani) associate ad entità forestali (larici e betulle) e sottobosco di alte erbe.

Alla confluenza dell'Adige con il Rio Solda, alimentato dall'apporto d'acqua di vari altri corsi, aumenta la portata e diminuisce la pendenza. Intorno al corso d'acqua si stendono ampi boschi ripari ad ontani, soprattutto ontano comune, ma anche ontano bianco, condotti a ceduo e frammezzati da prati stabili, con filari di salice comune , pioppo nero e un sottobosco vario caratterizzato da specie igrofile come il palle di neve dalle grandi infiorescenze bianche.

La tipologia della vegetazione nella restante parte della Val Venosta diviene piuttosto monotona: quasi scomparsi i boschi umidi ad ontani, il fiume scorre tra argini con grossi massi tra i quali si insediano varie specie di salici , in particolare quelle a foglie strette, il salice rosso, il salice ripariale, ma anche il salice odoroso, mentre al lato esterno dell'argine , in corrispondenza dei coltivi , si rinvengono soprattutto il salice comune , il pioppo nero e il pioppo bianco, cui si associa, nei tratti più degradati , una pianta non autoctona , la robinia.

La sporadicità degli ontani testimonia la scarsa tolleranza di queste specie all'antropizzazione.

Tra Merano e Bolzano, dopo un breve tratto a rive fortemente degradate, il fiume è fiancheggiato da una folta fascia di salici e di pioppi, talora con ontani , ed è inserito in un paesaggio agrario dominato dai frutteti, già presenti per altro in molti tratti della Val Venosta. I frutteti permangono anche tra Bolzano e Trento (meli e viti), ma il fiume perde ogni carattere di naturalità , in quanto è rettificato e fiancheggiato da alti argini su cui si insedia una modesta vegetazione arbustiva e arborea.
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La riva meridionale del lago di Caldaro ospita un'ampia zona umida con canneto , cariceto e alberature igrofile.

Anche la vegetazione riparia dell'Adige risente dell'inquinamento e della sottrazione di acqua dal fiume.

Gli invertebrati ripicoli

Al pari della vegetazione, la fauna che popola le rive dell'Adige, soprattutto quella a invertebrati, presenta una zonazione lungo il gradiente sorgente-foce e tra la riva bagnata e gli ambienti non legati al fiume (boschivi, coltivi) . I piccoli invertebrati ripicoli, pur essendo meno appariscenti e sfuggendo quindi, in genere, all'osservazione del visitatore non esperto, hanno una grande importanza sia come numero sia come varietà di specie, e rivestono un notevole significato come indicatori di qualità delle rive, dato che molti di essi sono sensibili all'inquinamento e alle trasformazioni dell'ambiente ripario.

Le microfaune ripicole possono essere divise in due complessi, il primo legato ai suoli scoperti, cioè ai greti ghiaiosi o limosi, il secondo ai tratti alberati. ( alneti, saliceti, filari di salici e pioppi).

Il complesso degli invertebrati ripicoli che popola i greti è senza dubbio il più caratteristico, ed è formato soprattutto da artropodi.

La microfauna delle fasce alberate è in complesso meno fortemente caratterizzata di quella che popola la riva bagnata e i greti. Salici, pioppi e ontani ospitano numerosi insetti, sia legati al legno che alle foglie. Nel tronco dei salici, ad esempio, vivono le larve dei grandi coleotteri. La fauna del suolo è analogamente assai ricca di specie.

Mammiferi e Uccelli dell'Adige

La fauna a Vertebrati (Mammiferi e Uccelli) che gravita sulle rive e nelle immediate vicinanze del grande fiume varia anch'essa da monte a valle. In prossimità della sorgente, nei boschi di conifere inframmezzati da pascoli e radure, è possibile incontrare Ungulati di grandi dimensioni: il timido capriolo e l'imponente cervo. Qua e là, lungo le piste e le strade forestali, compaiono anche le orme della lepre e della volpe.

Nel tratto tra Sluderno e Oris nei boschi di ontano e nelle zone alberate di salici e pioppi, si trovano soprattutto specie nidificanti in cavità, che costruiscono il nido tra i rami, o che si nutrono abbondantemente di semi, soprattutto nelle migrazioni. Le grandi cavità presenti sui tronchi dei vecchi salici ospitano il gufo comune, l'allocco, l'upupa, il picchio muratore, il picchio rosso maggiore e una grande quantità di cince. Molte sono le specie nei boschi delle valli interne alpine: il fringuello, lo scricciolo, la capinera, il merlo, ecc.

Una grande quantità di specie frequenta il canneto del Lago di Caldaro e le aree circostanti. La valle dell'Adige costituisce un'importante via di migrazione per l'avifauna che sorvola le Alpi.

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                                                                               ultima modifica: 05/11/1999
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