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da Bolzano a Salorno 

 La valle:
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tratto di fiume le acque scorrono da nord verso sud-ovest passando per i paesi di Laives ,
Egna e Salorno.Qui si convogliano le acque di tre affluenti : lAvisio , il Noce e
lIsarco. CARATTERISTICHE
FONDO VALLE
La Val dAdige in questo tratto ,
dove si restringe tra alte pareti rocciose , forma una chiusa naturale
che segna anche il confine tra lAlto Adige e il Trentino , vale a dire tra le due
provincie di Bolzano e Trento .
Sul lato sinistro della valle in cima ad
un pinnacolo roccioso poco a sud di Salorno si trovano le rovine dellantico castello
Haderburg detto anche castello di Salorno .
CLIMA E PRECIPITAZIONI
I due fattori più appariscenti del clima
sono la temperatura dellaria e la quantità annua delle precipitazioni ; in certe
zone assume una notevole importanza anche la ventosità . Questi fattori sono determinanti
per le forme della vita vegetale , animale e umana . Nubi a forma di cumuli, che si
formano per lo più nella stagione calda e al di sopra dei rilievi montuosi, danno spesso
origine a temporali , cioè a piogge improvvise intense , accompagnati da scariche
elettriche .
VEGETAZIONE
Il tipo di vegetazione dipende dalla
natura del terreno e dal clima , ed è proprio per questo che flora e fauna si presentano
con caratteristiche così singolari . Le originarie strisce di bosco sui fondovalli ,
ricche di ontani,salici e frassini sono scomparse per ampi spazi sotto i colpi dello
sfruttamento intensivo dei terreni . Da Silandro a Salorno , il fondovalle è coltivato
ininterrottamente a frutteto e vigneto . I boschi palustri di un tempo resistono solo
sporadicamente . Particolarmente diffusi sono il castagno e la vite provenienti da sud .
Con essi sono giunti molto a nord anche innumerevoli esemplari della flora mediterranea ,
come gli alti bagolari che si ergono qua e là sulle pendici sporgenti . Sui ripidi pendii
queste fitte boscaglie vengono spesso interrotte da tratti erbosi secchi , in cui crescono
particolarissimi specie di piante . A sud di Bolzano dove domina il porfido prevalgono i
boschi di abeti comuni . Al limite superiore dei boschi dai 2200 ai 2300 metri di altezza
crescono generalmente larici e cembri .
Molti altipiani sono ricoperti da
luminosi prati su cui crescono larici e una ricca varietà di fiori . Oltre al confine
delle foreste inizia la zona occupata dagli arbusti nani come il pino mugo , il ginepro e
il rododendro .
USO IDROELETTRICO DEL FIUME
Delle risorse
idroelettriche nazionali una cospicua parte è fornita dallAdige . Alcuni
impianti idroelettrici sono dotati di dighe imponenti di serbatoi di grande capacità . In
totale nei mesi estivi , cioè allorquando diviene più acuto il problema ecologico per le
connessioni con i fenomeni di diluizione degli inquinanti e di ossigenazione del residuo
corpo idrico , viene sottratta alla corrente dellAdige una parte media valutabile
allincirca in 200 metri cubi al secondo .
USO IRRIGUO
In provincia di Bolzano vengono prelevati
dallAdige e dai suoi affluenti circa 9 metri cubi al secondo di acqua. In provincia
di Trento 21,65 metri cubi .
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Il
Ponte di Salorno:
Il PONTE di SALORNO
CONTRIBUTO
STORICO TRATTO DAGLI ARCHIVI CONSERVATI
NELLA
CANONICA DI SALORNO
I
ponti, sono probabilmente le prime costruzioni a risentire delle conseguenze delle guerre,
o i cambiamenti della pace, perchè spesso vengono distrutti in guerra e ricostruiti in
tempo di pace.
Questo
perchè i ponti sono molto importanti per l' esercito che deve attraversare i fiumi senza
rallentare troppo la marcia, per il commercio, per il trasporto effettuato con normali
carri da trasporto (di rifornimenti, armi, munizioni, ...) che senza di essi potrebbero
attraversare solo i torrenti, o comunque dovrebbero cercare un guado.
Durante
il periodo del basso medioevo il ponte di Salorno subì rare riparazioni, solo quelle di
una normale manutenzione. In quei secoli gli unici "nemici" del ponte, infatti,
furono unicamente il fiume con tutti i suoi detriti, più o meno grossi, ed il traffico di
carri e persone che lo attraversavano quotidianamente.
Nei
quaderni della contabilità del 1500-1700 sono indirettamente riportate le caratteristiche
fisiche del ponte: parapetti molto alti, un grande tetto, che veniva spesso riparato o
sostituito, ed una campanella, che fu inserita intorno al 1573 e che aveva la funzione di
avvertire in caso di pericoli come alluvioni improvvise, oggetti (spesso tronchi)
rilevantemente grossi che rischiavano di danneggiare o di compromettere la stabilità del
ponte. Almeno sulla riva sinistra esso era sbarrato da un portone munito di doppia
serratura. Dal ponticello lanciato sopra la roggia, un grande crocifisso dipinto con S.
Giovanni e la Madonna ai lati, dominava la scena.
Non
ci sono disegni del ponte di Salorno antecedenti il 1800, ma si suppone che fosse simile
agli altri ponti presenti nel Tirolo, come quelli a: Castelrotto, Campodazzo, Fiè (Steg)
o quello di Sillian sul Villgratenbach nel Tirolo orientale.
In un
primo tempo si era stabilito che le Signorie del luogo provvedessero alla ricerca ed alla
retribuzione del capomastro, mentre al comune spettava la ricerca del materiale edile e
della manovalanza. A partire dal 1800 invece, il capomastro viene scelto anche dal comune,
o direttamente dallo stesso consorzio, probabilmente perchè, oltre al cambiamento dei
tempi, le tecniche di costruzione vennero sempre più semplificate.
Durante
i lunghi periodi di pace, si può notare dai registri di contabilità come la comunità si
sia impegnata nella manutenzione dell' edificio, anche se con dei costi tranquillamente
pagabili, divisi tra circa 78 persone.
Le
cose cambiarono totalmente con l' arrivo di Napoleone nel 1796, data dalla quale per il
ponte vennero spese sempre più ingenti somme di denaro per la sua manutenzione o
riparazione.
Le
principali cause furono le invasioni napoleoniche e la seconda guerra mondiale, con la
quale il suddetto venne ripetutamente distrutto, bruciato, o danneggiato.
(Non
si traggono ulteriori informazioni da questo testo, ma viene riportato il titolo di un
volume trattante gli anni successivi al 1869).
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Paludel:
IL BIOTOPO DI
PALUDEL
Dal margine Nord del conoide di Salorno
fino a Laghetti si estendeva fino a poche decine di anni fa unampia zona paludosa
derivante per gran parte dal riempimento di un lago. Questa zona venne decimata con gli
interventi di drenaggio e con la coltivazione, riducendosi a pochi ettari. La parte più
estesa della superficie è di 3,5 ha e si estende nel triangolo di territorio formato
dalla confluenza delle Fosse Lutterotti e Porzen. Lungo il lato nord-est si trovano
numerose superfici dacqua libera , circondata da canneti e giunchi.
Negli stagni poco profondi crescono numerose piante acquatiche (
ninfee, ranuncoli acquatici , lenticchie dacqua, iris di palude, etc.) Tra questi ci
sono giovani boschi insulari con ontani neri, robinie, diverse specie di pioppi, luppoli e
la vite comune.
La seconda superficie del biotopo si trova 220m. ad ovest, presso la
cosiddetta Fossa Gelmini. Si tratta di unarea originariamente di circa 9.000 mq con
buche dacqua, canneti, e una vegetazione boschiva molto ricca composta da alberi,
arbusti e piante rampicanti.
Dal giugno 1984 ad ottobre 1985 si sono osservati i seguenti esemplari
faunistici:
-Uccelli airone cinerino, cardellino, martin pescatore,
fringuello, picchio verde, ciuffolotto, fagiano, merlo, cinciallegra, poiana, upupa,
folaga,lucherino, ballerina;
- Rettili biscia dal collare, biscia di Esculapio;
- - Pesci tinca, carassio, carassio dorato, carpa, scardola;
- - Anfibi salamandra, rana, rana saltatrice, rospo.
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