UN VIAGGIO PARTICOLARE

 

Sei al timone della nave spaziale Defiant (NCC-1764), attualmente in orbita attorno al pianeta Iconia, nei pressi della Zona Neutrale. Devi incontrarti con una nave di rifornimenti, all'altro estremo di questo sistema solare, che ti fornirà i componenti necessari per riparare le bobine di energia primarie del teletrasporto, che si sono guastate. Qui non c'è alcun bisogno di raggiungere velocità curvatura; regoli il motore a impulso alla potenza necessaria per viaggiare comodamente a metà della velocità della luce, in modo da arrivare a destinazione in alcune ore, e avere il tempo di aggiornare il giornale di bordo del capitano. Mentre la nave spaziale comincia a uscire dall'orbita, senti tuttavia una forte compressione sul torace. Hai le mani di piombo, e sei incollato al sedile. La tua bocca è irrigidita in una smorfia che ti dà un'espressione malvagia, gli occhi sembrano sul punto di schizzarti dalle orbite, e il sangue che scorre attraverso il tuo corpo si rifiuta di salire alla testa. Lentamente perdi coscienza... e in pochi minuti muori.

Che cos'è accaduto? Non sono i primi segni di una deriva spaziale "interfase" che sta per togliere all'equipaggio il controllo della nave, o un attacco da parte di una nave romulana in precedenza occultata. Sei caduto preda di qualcosa di molto più potente. Gli ingegnosi autori di Star Trek, da cui dipendi, non hanno ancora inventato gli ammortizzatori inerziali, che introdurranno un po' più avanti nella serie. Seí stato sconfitto da qualcosa di così poco esotico come le leggi del moto dì Isaac Newton […][1].

In tutti i romanzi e film di fantascienza vengono ipotizzate navicelle spaziali che viaggiano a velocità prossime, se non superiori, alla velocità della luce. Ammettendo di riuscire a costruire una tale astronave, il problema fondamentale da affrontare sarebbe il come arrivarci a tale velocità.

Chiunque abbia mai viaggiato in aereo o su un'automobile veloce conosce la sensazione di essere compresso contro il sedile quando il veicolo accelera da fermo. Questo fenomeno è enormemente più marcato su un'astronave. Le reazioni di fusione nel motore a impulso producono pressioni enormi, causando l'espulsione di gas ad alta velocità in direzione opposta a quella del movimento della nave. È questa forza di reazione esercitata sui motori dai gas espulsi a far sì che i motori stessi "rinculino" in avanti. Anche 1'astronave, essendo fissata ai motori, sarà spinta in avanti. Anche tu, al timone, sarai spinto in avanti, dalla forza del sedile del capitano che si esercita sul tuo corpo.

Qual è la massima accelerazione sopportabile da un organismo umano? Mentre un essere umano sopporta senza danni velocità molto elevate purché costanti in modulo e direzione, si possono riscontrare vari disturbi quando il vettore velocità varia nel tempo.

Da ricerche effettuate si è osservato che un organismo, fisicamente qualificato, sopporta abbastanza bene accelerazioni fino a 4-5g per diversi minuti e fino a 20g per tempi brevissimi.Nelle missioni spaziali con equipaggi umani si raggiungono velocità massime attorno ai 28000 Km/h, utilizzando successive accelerazioni che oscillano fra 3g e 8g.

QUESITI:

1.      La stella a noi più vicina è Proxima Centauri la cui distanza dalla terra è pari a circa 4 anni luce. Supponendo di utilizzare un'astronave per missioni spaziali con equipaggi umani quanto tempo ci vorrebbe per raggiungere tale stella? (esprimi il risultato in anni)

2.      Volendo arrivare su Proxima Centauri con una navicella fantascientifica che raggiunge una velocità pari a 200000Km/s, quanto tempo dovremmo impiegare per raggiungere tale velocità se non vogliamo produrre danni all'equipaggio? Quanto spazio avremmo percorso nel frattempo? Saremmo usciti dal sistema solare?

3.      Una volta arrivati in prossimità della stella, quanto tempo prima dovremmo preoccuparci di frenare? A che distanza ci troveremmo dalla stella quando iniziamo a frenare?



[1] Lawrence M. Krauss "La fisica di Star Trek "