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Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio “Andrea e Pietro Delai” a Bolzano

L’Istituto Tecnico per le Costruzioni, l’Ambiente ed il Territorio “Andrea e Pietro DELAI” (I.T.C.A.T. A e P Delai) è meglio conosciuto come Istituto Tecnico per Geometri ed ha sede a Bolzano.

L’offerta formativa si articola in due filoni: indirizzo costruzioni, ambiente e territorio e indirizzo geotecnico.

L’istituto I.T.C.A.T. Delai è la più piccola scuola del capoluogo e questo permette di dedicare la giusta attenzione alla formazione degli allievi e ad attività di laboratorio e pratiche. Infatti, la nostra scuola superiore propone agli studenti lezioni frontali, un programma ricco e diversificato di esercitazioni pratiche, un progetto di alternanza scuola-lavoro che porterà i ragazzi a stretto contatto con la realtà lavorativa. Oltre a ciò, sono previsti corsi aggiuntivi che completano il profilo professionale dello studente con competenze informatiche, linguistiche, e pratiche.

All’Istituto I.T.C.A.T Delai ogni alunno viene seguito nel miglior modo possibile creando un solido ponte tra scuola e mondo del lavoro.

News Flash: Latest

  • Convenzione tra l'ITCAT "A. e P. Delai" e il Collegio dei Geometri

    Link all'articolo sul sito della ProvinciaFirma2

    Il giorno 9 marzo 2017, nell'aula magna dell'Istituto Tecnico per le Costruzioni, l'Ambiente e il Territorio "A. e P. Delai", è stata firmata la convenzione tra la scuola ITCAT "Delai" e il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati. Tale documento, che formalizza una collaborazione in atto già da diversi anni tra la scuola e il mondo del lavoro, permetterà un percorso ancora più ravvicinato tra le due istituzioni, permettendo da un lato a diversi studenti di svolgere stage di alternanza scuola-lavoro di qualità presso studi professionali, dall'altro di far entrare il mondo del lavoro in classe su alcune tematiche di attualità.
    Alla firma erano presenti di direttore di Dipartimento Paolo Montagner, l'ispettore scolastico Mauro Valer, la dirigente dell'ITCAT Paola Burzacca, il presidente del Collegio dei Geometri e GL Gert Fishnaller, i geometri Renzo Andreasi (vicepresidente del Collegio) e Andrea Pellicini, alcuni insegnanti, studenti e genitori dell'ITCAT "Delai". (m.f.)                                                                                                                           

     
  • Il geometra di famiglia: intervista ad Andrea Pellicini

     «Il geometra è il geometra di famiglia, colui che la segue nella sua storia dal nonno al papà, ai figli e ai nipoti: segue il ciclo della   vita, con la casa patriarcale che viene divisa tra i figli alla morte del parente, poi ristrutturata e allargata per ospitare i figli dei figli e via ripetendosi». Ne è profondamente convinto il geometra Andrea Pellicini, consigliere del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia Autonoma di Bolzano, che ci spiega passato, presente e futuro della sua professione».

    Cosa rimane intatto del vecchio geometra nella modernità e nella percezione del pubblico?

    «Nel nuovo resta il vecchio, inteso che da sempre il geometra sta al passo coi tempi della tecnologia, della scienza o delle leggi, possibilmente anticipandoli. Dalle corde coi nodi per misurare siamo passati ai laser, agli scanner 3D e ai droni, con impieghi in edilizia di materiali biologici e tecnologie informatiche. Nelle valli e nelle campagne per la gente il geometra è il primo riferimento di chi vuol mettere mano alle sue proprietà, nei centri urbani lo si ritiene più specializzato nell’edilizia e viene chiamato come esperto in caso di procedimenti giudiziari, stime, gestione e definizione della proprietà».

    Il “Geometra 2.0”, invece, possiamo dire che ha enormi potenzialità, qualcuna ancora inespressa?

    «Al tempo degli Egizi ridisegnavamo i confini delle proprietà dopo le esondazioni del Nilo. Dopo le guerre mondiali abbiamo mappato e ricostruito tutto il territorio nazionale, abbiamo continuamente aggiornato le nostre conoscenze, cosa potremmo fare di più? Bene così, comunque, perché siamo diversi dall’architetto, se vogliamo complementari in certi segmenti dell’attività. Il geometra è una delle tre figure fondamentali dell’edilizia: geometra, ingegnere, architetto, nessuna esclusa».

    Al momento in Alto Adige quali sono le incombenze professionali più richieste a un geometra?

    «Sempre le stesse, immutate nel tempo. La popolazione altoatesina ha fiducia in noi: per realizzare case di modesta dimensione, ristrutturarle, riconfinarle, con la conseguente parte burocratica, gli accatastamenti, i frazionamenti, i rilievi del territorio, le stime di terreni e immobili. Nei Comuni e nelle altre pubbliche amministrazioni il geometra degli uffici tecnici rimane poi un ruolo di grande responsabilità».

    Il problema della compatibilità del titolo con il resto dell’UE come può essere risolto?

    «Da noi studi, ti laurei, fai un esame di Stato ed eserciti. All’estero ti laurei, lavori e quella pratica ti fa professionista, com’è accaduto all’archistar Zaha Hadid che sarebbe stata una matematica di formazione.  Stiamo lottando per essere riconosciuti. Un tecnico comunale austriaco ha chiesto a noi come Collegio la conferma che il geometra in Italia è abilitato alla progettazione, e con questa attestazione ha poi riconosciuto a un geometra italiano la competenza di progettazione anche in Austria, senza ulteriori esami o iscrizioni in elenchi nazionali austriaci.Siamo alle battute finali per l’istituzione di un titolo di laurea per geometri professionalizzante, che ci darà quindi la possibilità di esercitare la professione in tutta Europa. Intanto resta la possibilità di una pratica all’estero presso uno studio professionale per poter poi lavorare in proprio, ma non in tutti i Paesi».

     
  • Iscriversi all'ITCAT è entrare nel futuro

    Dai giochi di costruzioni dei bambini a progettare il territorio contemporaneo, il balzo potrebbe rivelarsi più agevole del previsto se si asseconda questa passione sin dall’inizio del proprio percorso formativo superiore. Il nuovo-Istituto Tecnico per Geometri “A. e P. Delai” di Bolzano, oggi denominato ITCAT (Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente Territorio), offre concrete possibilità di trasformare il sogno in realtà. Creatività e competenza tecnica crescono di pari passo fino a un diploma che consente l’accesso al praticantato da geometra e costituisce una base ideale anche per la prosecuzione degli studi a livello accademico, specie in facoltà come Ingegneria, Architettura, Agraria, Giurisprudenza, Scienze Forestali, Scienze Ambientali, Scienze Geologiche. All’ITCAT “Delai” si studiano le ricadute sul territorio e sulla progettazione di materie altrimenti spesso solo teorizzate come la matematica, le scienze, il disegno, il diritto che, con geologia, costruzioni, tecnologie per la gestione del territorio, estimo e topografia, rappresentano al meglio l’orizzonte scientifico verso il quale si trovano proiettati i suoi iscritti. L’istituto consente altresì un rapido ingresso nel mondo del lavoro, senza bisogno di ulteriori qualificazioni: la scuola infatti già correda il diploma di attestati pratici. Si va dal certificato di superamento del corso di sicurezza e gestione per un immediato impiego nei cantieri edili, alla patente ECDL nell’uso del software CAD utile a disegnare negli studi tecnici o nei negozi di arredo, fino alla licenza ad amministrare condomini frutto della partnership con ANACI. L’insegnamento per competenze, si avvale d’innumerevoli esperienze sul campo, per “imparare facendo”, non soltanto a usare gli strumenti tecnici e informatici indispensabili all’attività del geometra, ma anche a destinare aree esistenti alle esigenze della committenza, misurandosi con la burocrazia, le leggi, la necessità di dover presentare le proprie idee con efficaci rendering. La storia, le tradizioni, i limiti dell’ambiente alpino si toccano con mano, grazie a passeggiate-studio in compagnia di glaciologi, geologi o antropologi, arrampicata sportiva, visite ai principali cantieri per opere pubbliche e alle fiere di settore. Il “Delai” insegna alle generazioni future a disegnare non solo con le tecnologie, ma anche sviluppando un rinnovato senso della comunità, sostenuto da valori di inclusione, apertura e cooperazione, tenendo il paesaggio come riferimento visivo e concettuale per riavvicinare i nuclei urbani agli ecosistemi.

     

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